|
L'invenzione della Roulette e generalmente attribuita al grande fisico e filosofo francese Blaise Pascal (1623-62). Un amico che si era recato in Cina portò a Pascal una Ruota della fortuna, qualcosa di simile a quella che ancora oggi si può trovare, disposta in verticale, in qualche sagra di paese o a quella che si può vedere, in orizzontale, nell’omonima fortunata trasmissione televisiva.
L’uscita dei numeri in questo gioco sembrava del tutto casuale e incontrollabile, ma Pascal non ne era convinto del tutto… L’uscita di un numero dipendeva infatti dalla spinta di una persona; una mano molto allenata poteva ragionevolmente far uscire un numero all’interno di un determinate settore, e dunque il gioco non era più del tutto casuale. Cosi si racconta che Pascal dapprima miglioro la ruota diminuendo tra l’altro le resistenze meccaniche e ne risultò il Rouler (da cui derivo poi il nome Roulette, adottato in tutte le lingue), poi fece un gran numero di prove, in seguito alle quali scrisse Le proprietà cicliche delle combinazioni nel calcolo delle probabilità.
Quello che invece sicuramente può essere annoverato tra i progenitori della Roulette e il Biribissi che impazzava ad esempio nella Venezia del 700. Il gioco era costituito da un apposito tavoliere suddiviso in caselle numerate (generalmente 36) e illustrate con figure di animali, frutti, maschere, fiori. Per ogni casella c’era una palla forata con all'interno un bigliettino corrispondente alla casella stessa (figura e numero). Le palle andavano messe su un sacchetto. Il gioco veniva gestito da 3 persone; una teneva il denaro, una il sacchetto e un’altra si occupava del tavolo. I giocatori a turno estraevano una palla dal sacchetto proclamando numero e figura.
Chi aveva puntato su quella casella, vinceva (solo 32 volte la posta!!). Un grande giocatore di Biribissi era Giacomo Casanova e pare pure che, a dispetto delle probabilità, riuscisse a vincere, ma forse non era una pura fatalità. Per vedere la Roulette nelle sale da gioco bisogna comunque attendere il 1796, quando fa la sua comparsa a Parigi; si trattava di una ruota a 38 spicchi con i 36 numeri, con lo zero e con il doppio zero (a differenza delle ruote attuali lo zero e rosso e il doppio zero nero, ma in caso di loro uscita i colori non venivano pagati). Solo nel 1810 la Roulette sbarca negli Stati Uniti, nei primi casino di New Orleans.
La data successiva e il 1842, l’anno in cui i fratelli Francois e Louis Blanc, trasferitisi da Parigi nella tedesca Bad Homburg, vincono la concorrenza degli altri casino togliendo dalla ruota il doppio zero; il successo che ne derivo costrinse a questo adeguamento tutti gli altri casino europei, mentre quelli americani continuarono e continuano tutt’oggi - ad usare la ruota con zero e doppio zero. E ad esempio lo stesso Francois Blanc che nel 1860 forma a Montecarlo (allora all’inizio della sua fama) la Societe des Bains de Mer et Cerde des Strangers, che compro il casino e installo le Roulette con la nuova ruota con il solo zero.
Da allora Montecarlo e considerata la capitale mondiale della Roulette.
Per differenziare i due tipi di ruota, viene chiamata Roulette francese quella con il solo zero e Roulette americana quella con zero e doppio zero. Esiste poi anche la Roulette inglese (FaiRoulette), la cui ruota e uguale a quella francese e le cui procedure sono semplificate all’americana.
|